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Alma Tadema – Artista Vittoriano

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Alma Tadema (8 Gennaio 1836 – 25 Giugno 1912) olandese di nascita, è stato un grande artista vittoriano considerato uno degli esponenti più importanti ed influenti di questo genere. Sicuramente una delle presenze artistiche fondamentali del XIX secolo.

Alma Tadema – Artista Vittoriano che ha fatto scuola

In un articolo del 1870 l’Art Journal scrisse di lui: «Alma Tadema è difficile da classificare: non appartiene a nessuna scuola, o per meglio dire, è lui stesso una scuola».

L’amore per il passato neoclassico

L’artista Alma-Tadema», pur nella sua caratteristica, tuttavia si inserisce nell’ottica ottocentesca volta al recupero del passato; in essa vi sono una ripresa di stili artistici tipici e aspetti evocativi propri di epoche lontane e neoclassiciste; le originali espressioni neopompeiane di Alma-Tadema, create dalla sua passione per l’archeologia vesuviana, trovarono nella Londra Vittoriana un’accoglienza più che favorevole.

Pompei – Città e stile amati da Alma Tadema

«Più si conosce questo luogo e più lo si ama» ebbe a dire l’artista. Con il suo stile, Alma Tadema soddisfa oltre alle stravaganti richieste di lavori dei committenti vittoriani, anche la sua innata passione per l’archeologia. Particolare amore lo prova per quella che fu la Città di Pompei; (cit.) «Pompei è così caratteristica, interessante, triste, così poetica e incantevole che veramente non vorrei staccarmene mai»; ed ancora «Più si conosce questo luogo e più lo si ama». Prediligeva queste splendide antiche rovine persino a quelle Romane.

Nella sua pittura lo sfarzo pompeiano

Come riportato a fine ottocento da Ugo Fleres Alma-Tadema l’artista Vittoriano (cit.) «si slancia indietro attraverso i secoli e pianta il suo cavalletto nella vera vita pagana», quasi a voler tradurre in pittura il giudizio dell’intellettuale francese Madame de Staël, per la quale (cit.) «a Roma non si trovano altro che resti di pubblici monumenti, questi non rammentano altro che la storia politica dei secoli passati. Ma a Pompei vi è la vita privata degli antichi, che si presenta tal quale essa era».

L’italiano Francesco Netti recensì così i lavori di Alma Tadema: «Nei suoi quadri quindi vi è un po’ di tutto. Sono musei. Non vi manca nulla, dai grandi ornati di porta che sono a Napoli sino all’ultimo oggetto, o statua, o pittura, o mosaico, o vaso, o utensile scoperto a Pompei, o a Roma, o nel resto dell’Italia, o in Grecia, o in Egitto».