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L’Astrattismo: comprendere l’arte nelle sue espressioni

Stampe e quadri dedicati all'astrattismo lirico e astrattismo geometrico

Vi sarà già accaduto di vedere un’opera astratta, magari con un titolo ben definito ma …per quanto vi siate forzati, non vedervi nulla di riferito ad esso. Il concetto “astratto” prende vita quando ciò che si dipinge non è affrancato alla realtà per come la vediamo ma a quella mentale immaginaria dell’artista. L’astrattismo non nasce improvvisamente, ma come nella natura delle cose, in questo caso nasce nel tempo dopo un percorso denso di passaggi evolutivi nella pittura e nell’esperienza degli artisti. Le prime avanguardie segniche dell’astrattismo si evidenziano nelle opere di alcuni post- impressionisti come Cézanne e Bonnard, entrambi precursori di questa concezione pittorica ed entrambi francesi nati a circa metà Ottocento. Potremmo esemplificare in due fondamentali la divisione filosofica iniziale dell’arte astratta: Astrattismo Lirico e Astrattismo Geometrico.

Astrattismo Lirico

Uno dei precursori è il conosciutissimo VassilyKandinskij (Mosca – Russia 16 Dicembre 1866) egli ha i propri precedenti pittorici nell’uso libero della linea nell’Art Nouveau, nelle novità formali inserite da Paul Gauguin e da Vincent Van Gogh e nell’espressione decisa del colore e della forzatura cromatica secondo il movimento dei Fauves, un innovativo movimento artistico d’avanguardia che creò la corrente del “Fauvismo” costituito da un gruppo di talentuosi pittori, in maggioranza francesi, che nella prima parte del Novecento diedero vita ad un intensa esperienza artistica che seppur di breve durata, fu di grandissima importanza nell’evoluzione dell’arte per così come la conosciamo oggi. La definizione di Fauves “selvaggi, belve” di questa corrente, pare sia dovuta (a tale proposito ci sono diverse versioni) ad un espressione dispregiativa di un critico d’arte in visita al Salone de Automne di Parigi del 1905 alla prima collettiva (ove espose anche il grande Henri Matisse) il quale osservando una scultura tradizionale circondata da opere dipinte con colori molto decisi, violenti, il critico esclamò: “Ecco Donatello tra le belve!” (in francese fauves). Il concepimento del Fauvismo, di questo movimento artistico rivoluzionario, è da ricercarsi nel desiderio di inserire all’interno della concezione tradizionale impressionista francese del tempo, di spinte caratterizzate da accenti neo romantici e nordici come le trasposizioni umorali dell’anima di Munch del primo Novecento.

Astrattismo Geometrico

Piet Mondrian (Amersfoort – Olanda 7 marzo 1872) fondatore insieme a Theo Van Doesburg del neoplasticismo olandese, l’Astrattismo segnico, chiamato “Astrattismo Geometrico” il cui antesignano esponente espressivo è l’olandese Piet Mondrian (Amersfoort – Olanda 7 marzo 1872), che si innesta sull’onda dei rinnovamenti introdotti precocemente da Paul Cézanne e dalla corrente Cubista. Una piccola curiosità, termine “cubismo” è davvero occasionale: nel 1908 Henri Matisse osservando alcune opere di George Braque composte da “piccoli cubi” le giudicò negativamente, ed il critico d’arte francese Louis Vauxcelles, l’anno dopo le chiamò “bizzarrie cubiste”. Da allora li quadri di Picasso, Braque e altri pittori vennero denominati “cubisti”. Le principali connotazioni peculiari dell’astrattismo geometrico sono: Eliminazione della rappresentazione della terza dimensione, in totale contraddizione con quanto teorizza Kandinskij, la pittura non deve essere veicolo espressivo di sentimenti. I tratti caratterizzanti sono le linee ed i colori con preferenza per la geometria del rettangolo o quadrato poiché in essi non è presente l’ambiguità della curva, mentre per l’uso del colore, sono preferibili i colori primari; giallo, rosso e blu.

Nella definizione “Arte Astratta” si sarà compreso, vi sono molte accezioni artistiche nate e sperimentate nell’evoluzione dell’arte legata a questa tematica. Non basterebbe un catalogo con molti volumi per presentare tutto il percorso artistico dagli albori del suo concepimento sino ad oggi, peraltro tutt’ora in evoluzione anche con l’avvento della digital art. Nel catalogo ART+PLUS vi sono delle selezioni create non a scopo museale ma legate alle esigenze compatibili con le tendenze attuali nel settore dell’home decor: Juan Pedro Campins, Silvano Caria, Kandinskij, Steven Cavagna, Courtney Prahl o Enzo Archetti, per citarne alcuni. L’arte astratta per definizione, non raffigura nulla di visivamente reale ma estremizza la necessità interiore dell’artista di esprimere sensazioni pure, umori a volte anche contrastati, desideri di equilibrio e di espressione delle tensioni dell’anima. Non si deve guardare l’opera cercando di vedere in modo figurato il soggetto quanto di carpirne lo stato emozionale dell’artista poiché egli, non da alcun valore ad esso, ma al messaggio, veicolato dall’insieme delle forme, dei segni e delle linee espressive dei colori. Le figure astratte devono essere comprese nella loro interezza in quanto macchie di colore dal significato dinamico. Nelle location dove sono ambientati, i quadri astratti devono regalare una piacevole sensazione cromatica indipendentemente dal titolo a loro assegnato o dall’artista che le ha realizzate, non è necessario essere esperti o cultori d’arte per percepire questo piacere, è semplicemente l’approccio latente giocoso, infantile di chi osserva l’opera e l’intento di chi la creata ad incontrarsi empaticamente al di fuori degli schemi e dalle omologazioni preconcette.

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