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I quadri di John William Godward | Lo Stile neoclassico

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I quadri di John William Godward artista inglese, sono caratterizzati da un unico tema conduttore : Lo stile neoclassico. Egli infatti è un pittore vittoriano neoclassico molto vicino a sir Lawrence Alma-Tadema (era considerato il suo preferito). Godward ha dipinto nella fase finale del periodo preraffaelita/neoclassico. Nato e cresciuto a Wilton Grove, nei pressi di Wimbledon, Le sue opere iniziano ad essere esposte alla Royal Academy nel 1887.

I quadri di John William Godward nello stile di Alma Tadema

Artisticamente Godward era un seguace delle teorie pittoriche di Frederic Leighton, ma il suo stile era più consone ai quadri dell’artista Alma-Tadema. Li univa un’ intensa passione per l’architettura classica, e in generale per le strutture marmoree. Lo stile neoclassico si evidenzia nella maggior parte delle sue opere. Esse sono sontuosamente dense di grazia. I quadri di John William Godward, raffigurano spesso donne in abbigliamento classico, in posa su sfondi marcatamente marmoreo decorativi. Queste scene, spesso sono ambientate su arredi scenografici di marmo dell’antica Roma. Nei suoi dipinti non mancano figure femminili nude o seminude (esempio calzante ne è il Tepidarium, del 1913. Tepidarium è un titolo mutuato da una controversa opera di Alma-Tadema. I titoli delle sue opere riflettono la fonte della sua ispirazione: la civiltà classica, in particolare quella dell’antica Roma ma talvolta anche a quella greca.

Lo stile neoclassico. La cura dei dettagli.

Vista l’erudizione classica tra gli estimatori delle sue opere, la meticolosa cura per i dettagli era notevolmente importante per un pittore di questo genere. Alma-Tadema che, oltre che pittore, era anche archeologo, si recava sui siti storici e ne collezionava i reperti, utilizzandoli poi nei suoi dipinti. Anche nei quadri di John William Godward l’abbigliamento classico e le architetture scenografiche erano minuziosamente studiate per fornire alle proprie opere il marchio dell’autenticità. Inoltre, nei propri quadri egli riproduceva in modo scrupoloso altri particolari, quali pelli d’animali (v. i superbi esempi dei dipinti Riposo meridiano, 1910, e Un fresco ritiro, 1910).

John William Godward. L’amore.

Nel 1912, Godward si innamora di una sua modella italiana, parte dunque per l’Italia in quel di Roma  ove ci vivrà per sette anni.  Accomunato con i Bompiani dalla passione per l’antichità classica, ebbe stretti rapporti con Roberto e Augusto.

Le scene dei suoi quadri. Un omaggio all’antichità classica.

In molte tele di Godward compaiono belle donne in pose studiate, congiunto alla vivacità di colori della sua tavolozza. Questo stile, ha indotto taluni a collocarlo vicino ai Preraffaelliti. Tuttavia, la scelta dei suoi soggetti, per lo più legati alla civiltà classica tradisce la sua appartenenza alla tendenza, comune a tanti pittori dell’epoca. Questo periodo detto Neoclassicismo vittoriano attraverso l’omaggio all’antichità, faceva creare immagini di un mondo romanticizzato. Una delle sue opere più note è Dolce far niente (1904). Come in molti altri casi, Godward dipinse diverse varianti di questo quadro, la prima delle quali a quanto è noto risale al 1897.

Dalla popolarità al declino sino alla morte.

Pittore molto noto, al tempo godette di una vasta popolarità, ma il suo stile tematico pittorico risultò ormai superato. Il risultato fu che perse i favori della critica e del pubblico. L’avvento incalzante degli artisti crescenti dette avanguardie lo alienarono creativamente e artisticamente. Inoltre la sua vita fu segnata dai dissapori e incomprensioni famigliari. Fu sempre osteggiato per la sua scelta di diventare un artista pittore. Inoltre, interruppero con lui ogni rapporto quando decise di andarsene con la sua modella a vivere a Roma. Persona molto sensibile, non resistette al suo declino pittorico. Si suicidò all’età di soli 61 anni.  Prima di morire pare che scrisse in un biglietto di commiato una frase molto forte: “il mondo non è abbastanza grande per lui e per un Picasso assieme”. La sua famiglia, alla sua morte, indignandosi e vergognandosi del fatto che si suicidò, distrussero tutte le sue carte e le sue immagini.  A quanto risulta non è rimasta di lui neppure una fotografia.

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