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La pittura ad olio nei dipinti | Da Leonardo a Van Gogh

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L’olio è uno straordinario legante che essicca nel tempo per l’azione dell’ossigeno presente nell’aria; nella pittura ad olio nei dipinti, è apprezzato per la sua durevolezza cromatica. Infatti, asciugando forma una pellicola insolubile e resistente detta polimerizzazione. Con la pittura ad olio si possono creare raffinate velature trasparenti poiché il colore si mantiene a lungo fresco rimanendo duttile; questo, consente di ottenere effetti di luce e di profondità raramente raggiungibili con altre tecniche pittoriche.

La grande gamma cromatica della pittura ad olio

La pittura ad olio, consente di ampliare moltissimo la gamma cromatica nei dipinti, rendere evanescenti le sfumature e potenziare il modellato. Una volta essiccati, i colori in impasto con l’olio garantiscono una lunga durata, soprattutto rispetto alla tempera, mantenendo pressoché inalterati i valori cromatici. Grazie a queste straordinarie peculiarità, la tecnica con pittura a olio si è diffusa in tutta Europa, favorita anche dai commerci dei mercanti; essi infatti trovavano più facile e pratico trasportare i dipinti su tele arrotolate, molto più leggere e maneggevoli delle tavole rigide di legno.

Per la sua grande duttilità, la tecnica a olio è sopravvissuta nel corso dei secoli plasmandosi agli usi più disparati. Infatti, a seconda della modalità di stesura dei colori, ad esempio, gli artisti possono creare superfici perfettamente levigate o, al contrario, ruvide e increspate. Per realizzare quest’ultime i colori della pittura ad olio nei dipinti venivano stesi con pennello o spatola, generando una consistenza materica dalla particolare valenza espressiva.

Da Leonardo a V. Van Gogh

Il grande Leonardo da Vinci è probabilmente tra i pittori più noti per l’uso dello sfumato. Nei suoi dipinti, le velature piatte infatti (realizzate usando
spesso anche le dita) svelano i segni delle pennellate; le trasparenze creano una luminosità diffusa che enfatizza con morbidezza le forme. Tiziano invece prediligeva un cenno pittorico rapido e sciolto con il colore steso in pennellate dense e a rilievo, in cui le forme emergono con forza; Vincent van Gogh infine, arrivava spesso a spremere direttamente il colore dal tubetto; in questo modo la materia colorata non disciolta, diventava essa stessa un elemento pittorico.

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