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Le opere Street Art di Banksy | Messaggi dai contenuti sociali

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Anche le opere Street Art di Banksy sono condizionate dal lock-down Covid-19. Su Instagram le foto del suo ultimo lavoro hanno fatto il giro del mondo…raffigura un gruppo di Le opere street art di Banksy art-plusratti (essi sono diventati delle icone nei suoi lavori street-art) che correndo si arrampicano all’interno di un piccolo ed angusto bagno. La foto postata e’ accompagnata da un suo commento: “Mia moglie odia quando lavoro a casa”. Questa immagine e altre sue foto hanno fatto il giro del web, ricevendo in poche ore più’ di 1,5 milioni di likes. (immagine tratta da Instagram)

Le opere Street Art di Banksy. Messaggi dai contenuti sociali.

L’artista inglese Banksy la cui vera identità rimane ancora sconosciuta, è acclamato come uno dei maggiori rappresentanti della street art. I suoi lavori, spesso a sfondo satirico, si ispirano ad argomenti importanti come la politica, la cultura e l’etica sociale. Egli, oltre che artista è anche un attivista politico e regista. Le opere street art di Banksy sono di natura iconoclasta-satirica. Esse miscelano un umorismo cupo con immagini graffiti eseguiti con la tecnica dello stencil. I suoi graffiti a contenuto critico sulla politica e sul sociale appaiono in modo random su strade, mura e ponti di città in tutto il mondo.

La sua arte nasce nella scena underground inglese.

Il lavoro, lo stile che distinguono le opere Street Art di Banksy, nascono nella scena underground di Bristol in Inghilterra. Banksy dice di essersi ispirato a 3D, un graffiti writer che in seguito sarà membro fondatore del gruppo musicale inglese Massive Attack. Banksy crea e mostra i messaggi contenuti nella propria arte su superfici assolutamente pubbliche. L’arte di Banksy, infatti, trova espressione nella dimensione stradale e pubblica dello spazio urbano, realizzando pezzi che documentano la povertà della condizione umana. Non cede o vende fotografie o riproduzioni dei suoi graffiti di strada, tuttavia è noto che i mercanti e banditori d’aste cercano di vendere la comunque sua arte.

Nelle opere di Banksy i celebri “rats”.

I suoi lavori creati con focus iconoclasta, ironico e satirico, trattano temi quali: le assurde contraddizioni della società occidentale, la manipolazione mediatica, l’omologazione, le atrocità della guerra, l’inquinamento, lo sfruttamento minorile, la brutalità della repressione militare e poliziesca ed il maltrattamento degli animali. Per veicolare questo messaggio usa un’ampia gamma di soggetti iconici, quali scimmie, topi (celebri i suoi rats), militari, poliziotti, ma anche bambini, gatti e membri della famiglia reale britannica.

Le opere Street Art di Banksy. Un abile metodo comunicativo sociale.

Utilizzando efficacemente i metodi comunicativi della cultura massificata, Banksy trasla questi temi atrocemente reali  in opere piacevoli e brillanti. Infatti, esse riescono a sensibilizzare i destinatari sulle problematiche proposte e di trasformare il tessuto urbanistico delle città occidentali in un luogo di riflessione. Non a caso, gli stencil di Banksy sono densi di un’estetica diretta facilmente interpretabile «come quella di un manifesto pubblicitario» che li sottrae all’esclusività e li restituisce alla fruizione di chiunque. Il forte dettaglio sociale del suo stile, infatti, rende i suoi lavori comprensibili anche ai bambini, come citato dallo scrittore Paul Goghi in un aneddoto:

«L’opera di Banksy in fondo a Park Street affascina molto mio figlio di cinque anni e ci passiamo davanti quando andiamo a scuola e al ritorno. Ha tante domande, soprattutto che iniziano con la parola ‘perché…?’  La mia opinione è che l’arte di strada ha la capacità di suscitare una reazione in tutti noi, indipendentemente dall’età.»

Contrario ai sistemi di diffusione e di produzione mediatici, Banksy è un convinto detrattore della mercificazione dell’arte e dell’ossessivo feticismo collezionistico:

«L’arte che guardiamo è fatta da solo pochi eletti. Un piccolo gruppo crea, promuove, acquista, mostra e decide il successo dell’Arte. Solo poche centinaia di persone nel mondo hanno realmente voce in capitolo. Quando vai in una galleria d’arte sei semplicemente un turista che guarda la bacheca dei trofei di un ristretto numero di milionari» (cit. Banksy)

Lo Stencil=Banksy.

Banksy è legato alla tecnica utilizzata per i suoi graffiti, lo stencil. Si tratta di un metodo già da tempo conosciuto e apprezzato dagli artisti associati alla sfera della street art, quali Blek le rat, Tristan Manco ed El Chivo: fu Banksy, tuttavia, il primo ad usare la stencil art con assidua frequenza e creatività tanto da diventarne il punto di riferimento.

L’utilizzo dello stencil si rende necessario per le opere Street Art di Banksy per via della lentezza intrinseca nella realizzazione dei murales. La graffiti Art richiede grande rapidità per evitare di essere scoperti anche dalle forze dell’ordine. E proprio nello stencil che Banksy trova la soluzione; questa tecnica, infatti, si avvale di una «dima in negativo dell’immagine che si vuole creare [ricavata] su un supporto rigido»; il writer poi non deve fare altro che appoggiare la sagoma sulla superficie da dipingere e spruzzare il colore negli spazi vuoti. In questo modo si associa la rapidità di esecuzione con una grande precisione e la possibilità di rendere seriale l’opera; infatti essa potrà essere riprodotta tante volte quante si vuole.

Banksy si è espresso così riguardo alla propria tecnica pittorica:

«Io uso quello che serve. A volte questo significa solo disegnare un paio di baffi sul volto di una ragazza su qualche cartellone, talvolta invece significa sudare per giorni su un disegno intricato. Il fattore più importante è l’efficienza»

Le opere Street Art di Banksy, frutto della poliedricità di un artista anche…regista e scrittore.

Banksy ha prodotto anche un film documentario, Exit Through the Gift Shop, definito “il primo disastro del mondo dell’arte di strada”, che ha fatto il suo debutto al Sundance Film Festival del 2010. Il film documentario è uscito nelle sale inglesi il 5 marzo 2010. Nel gennaio 2011 è stato candidato all’Oscar come miglior documentario. Nel 2014 è stato premiato come Person of the Year ai Webby Awards 2014.

Banksy inoltre ha pubblicato diversi libri che contengono immagini delle sue opere accompagnate da alcune note:

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